Particolare stilizzato della cupola del Pantheon, Roma


Storie di Persone e di Musei. Una ricerca archeologica … da raccontare

Locandina Canino
Locandina Canino
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Il viaggio nelle Storie di Persone e di Musei prosegue Giovedì 7 dicembre con il Museo della Ricerca archeologica di Vulci a Canino (VT); ne parleranno il Sindaco Lina Novelli, Corrado Vaccarella nella duplice veste di Archeologo-topografo e Delegato alla Cultura e alla Pubblica Istruzione del Comune di Canino e l’Archeologo Alessandro Conti.

Il Museo della Ricerca archeologica di Vulci è ospitato nello straordinario Complesso conventuale di S. Francesco, realizzato fuori dal Borgo di Canino nel XIV-XV sec. e appartenente ai Frati Minori Osservanti fino al 1886 anno in cui, tra il Comune di Canino e la Confraternita della Misericordia, si giunse ad uno scambio. La Confraternita cedette al Comune la Chiesa di S. Carlo in cambio della Chiesa del Convento intitolata alla Vergine Immacolata.
Le prime informazioni riguardanti il convento si hanno a partire dal 1474, quando Sisto IV in un breve nota precisa che grazie alla magnificenza di Gabriele Francesco Farnese e degli abitanti di Canino furono eretti convento e chiesa.
In epoca romanica, nel XIII secolo, qui era stata edificata la Chiesa dell’Annunziata, cara al popolo caninese e agli abitanti dei luoghi circostanti, chiesa che in tempo di pestilenze, così ricordano le cronache, era meta di molti devoti.
Oggi, per problemi legati alla copertura, non si può ammirare la Cappella, in stile romanico con le finestre in stile gotico, ubicata sul lato sinistro dell’ingresso, composta da una sala rettangolare con le pareti affrescate tra cui spicca una “Crocefissione” databile alla fine del XIII secolo. Si narra che San Francesco d’Assisi sostò qui durante il suo itinerario nella Tuscia.
Il Convento si sviluppa intorno a due chiostri; quello esterno è affrescato con scene riguardanti la vita di S. Antonio Abate, quello interno, facente parte dell’originaria struttura, è affrescato con scene che ripercorrono la vita di S. Francesco, risalenti al 1726 e completati, oltre che dagli stemmi delle famiglie di Canino, Cellere e Tessennano, da una narrazione scritta degli episodi della vita del santo. Incantevole è una Crocefissione col santo in adorazione, sovrastata dallo stemma della famiglia Pignatelli, la stessa cui apparteneva il Pontefice Innocenzo XII.
Altro capolavoro è l’affresco che si trova in una delle cappelle, destinata ad uso funerario, all’interno dell’attuale piano terra del Museo, che rappresenta i quattro evangelisti, databili dopo il 1511 e attribuibili a Monaldo Trofi.
Allo stesso autore è riconducibile la tavola raffigurante la “Madonna in trono tra i Santi Giovanni Battista, Francesco e Girolamo”, eseguita per la chiesa francescana.
Dal portico esterno si accede alla chiesa, ancora riservata al culto e dedicata all’Immacolata: all’interno della chiesa si possono ammirare le opere eseguite da Antonio del Massaro detto “il Pastura” collocabili cronologicamente intorno alla metà del ‘500, periodo in cui collaborava con il Pinturicchio ed il Perugino.
Nel XIX secolo, con l’adattamento della struttura ad Ospedale cittadino, furono in parte chiuse le logge dei due chiostri e fu realizzata una nuova scala per accedere al primo piano.  L’ultimo capitolo della storia di questo straordinario complesso inizia nel 1999, anno in cui il Ministero per i Beni Culturali e gli Enti Locali firmano la convenzione che crea il Parco Naturalistico Archeologico di Vulci, città etrusca che ricade in parte nel territorio di Canino ed in parte in quello di Montalto di Castro. In quella occasione nel Complesso di S. Francesco venne individuata la sede di uno dei musei del parco e di una delle sue “porte”.
Il Museo della Ricerca archeologica di Vulci a Canino racconta, traendo spunto dai complessi monumentali vulcenti, la storia della ricerca in questa grande città etrusco-romana, dagli studi di antiquaria e dal collezionismo alla ricerca più moderna, passando attraverso le tragiche stagioni dello scavo di sterminate necropoli considerate come miniere di tesori da depredare e del saccheggio da parte di scavatori clandestini.
Il museo utilizza a pieno gli strumenti costituiti da video e riproduzioni; da questo punto di vista uno dei suoi punti di forza è la ricostruzione in un modello al vero dello straordinario ciclo dei dipinti provenienti dalla Tomba François, staccati dalle pareti della tomba alla metà dell’800 e, purtroppo, di difficilissimo godimento essendo ancora conservati presso privati.

La partecipazione all’iniziativa così come l’ingresso al Museo per i partecipanti alle conferenze saranno eccezionalmente gratuiti, fino ad esaurimento dei posti disponibili.
 






Redattore: FRANCESCA LICORDARI

Informazioni Evento:


Data Inizio: 07 dicembre 2017
Data Fine: 07 dicembre 2017
Costo del biglietto: gratuito
Prenotazione: Nessuna
Luogo: Roma, Museo nazionale etrusco di Villa Giulia
Orario: 17.30-19.00
Telefono: +39 063226571
E-mail: mn-etru.comunicazione@beniculturali.it
Sito web


Documentazione:

Comuncato Canino Comuncato Canino
(documento in formato pdf, peso 601 Kb, data ultimo aggiornamento: 05 dicembre 2017)




Dove:

 
Museo nazionale etrusco di Villa Giulia
Proprietà: Ente MiBAC
Indirizzo: piazzale di Villa Giulia, 9 00196 - Roma (RM)
Telefono: +39 06 3226571
E-mail: mn-etru@beniculturali.it;mbac-mn-etru@mailcert.beniculturali.it
Sito web


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