Particolare stilizzato della cupola del Pantheon, Roma


La Storia da cui nascono le storie: le fonti di Shakespeare

Plutarchus ... Vitae parallelae ... Paulo de Conia ..., 1491
Plutarchus ... Vitae parallelae ... Paulo de Conia ..., 1491
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L'esposizione bibliografica La Storia da cui nascono le storie: le fonti di Shakespeare documenta, per mezzo di esemplari di edizioni di pregio, l’ispirazione fornita, anche per via indiretta, dalla cultura classica e dalla letteratura italiana all’opera di William Shakespeare. Si tratta di spunti e di suggestioni più che di un percorso scientificamente calibrato, ma la storia della bellezza - come l’arte - solo con grande difficoltà si piega ad essere interpretata razionalmente. Per questa ragione accanto ai volumi sono stati esposti anche alcuni manifesti di films a soggetto dichiaratamente shakespeariano ed attinenti la storia antica di Roma, come Giulio Cesare ed Antonio e Cleopatra: anch’essi portatori di un messaggio di ricezione di storia e di bellezza. La mostra sarà aperta da 7 al 20 aprile presso la Sala Bio-Bibliografica della Biblioteca Universitaria Alessandrina e sarà visitabile dietro prenotazione dalle ore 8.30 alle ore 13.30.

Nel XVII secolo Alessandro VII Chigi istituì a Roma una nuova biblioteca con due obiettivi fondamentali: quello di aprire a Roma una biblioteca universitaria sull’esempio delle biblioteche che si andavano diffondendo in Italia e in Europa e quello di istituire una biblioteca che per prestigio e ricchezza fosse seconda soltanto alla Biblioteca Apostolica Vaticana. Alessandro VII stabilì la sede dell’Alessandrina presso lo "Studium Urbis", cui affidò anche la giurisdizione del nuovo istituto e si adoperò personalmente e senza riserve, anche con interventi di confisca per raccoglierne il nucleo librario. Terminati i lavori di sistemazione interna del salone, lungo 36 metri ed arredato con una scaffalatura disegnata dal Borromini, il papa Alessandro VII diede alla Biblioteca Universitaria Alessandrina il suo primo ordinamento con il privilegio del 21 aprile 1667. Nel 1670 la biblioteca fu aperta al pubblico con 35.000 volumi ed un catalogo per nomi, cognomi e materia.

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Nel XVII secolo Alessandro VII Chigi istituì a Roma una nuova biblioteca con due obiettivi fondamentali: quello di aprire a Roma una biblioteca universitaria sull’esempio delle biblioteche che si andavano diffondendo in Italia e in Europa e quello di istituire una biblioteca che per prestigio e ricchezza fosse seconda soltanto alla Biblioteca Apostolica Vaticana. Alessandro VII stabilì la sede dell’Alessandrina presso lo "Studium Urbis", cui affidò anche la giurisdizione del nuovo istituto e si adoperò personalmente e senza riserve, anche con interventi di confisca per raccoglierne il nucleo librario. Terminati i lavori di sistemazione interna del salone, lungo 36 metri ed arredato con una scaffalatura disegnata dal Borromini, il papa Alessandro VII diede alla Biblioteca Universitaria Alessandrina il suo primo ordinamento con il privilegio del 21 aprile 1667. Nel 1670 la biblioteca fu aperta al pubblico con 35.000 volumi ed un catalogo per nomi, cognomi e materia.

Il Fondo Antico della Biblioteca Alessandrina coincide con il nucleo originario della Biblioteca, costituito per la maggior parte dai 13.000 volumi a stampa del XVI sec.  appartenuti a  Francesco Maria II della Rovere, ultimo Duca d’Urbino. La biblioteca del duca, famosa  per la ricchezza delle sue collezioni, era in grado di rappresentare il sapere dell’epoca attraverso varie discipline e documentare i risultati più aggiornati della ricerca in campo artistico tecnologico e sperimentale. Altro fondo costitutivo dell’Alessandrina è la preziosa biblioteca del Padre benedettino Costantino Gaetano, che fondò la prima casa di accoglienza per i religiosi del suo ordine rivolta in particolare a coloro che chiedevano ospitalità per motivi di studio. La biblioteca, detta Aniciana dall’antica famiglia romana proprietaria della zona, alla morte del suo fondatore - nel 1650 - andò ad incrementare il patrimonio librario della nascente biblioteca Alessandrina all’interno della quale rappresentava, tra i vari fondi donati o espropriati fino a quel momento, la prima vera biblioteca nata per essere destinata al pubblico. Il  Fondo Antico è ora costituito da circa 40.000 volumi editi per la maggior parte tra il XVI ed il XVIII secolo.

Si distinguono 4 grandi sezioni:

Fondo Incunaboli: di circa 680 esemplari datati tra il 1450 ed il 1500.

Fondo Rari: nel quale, a partire dal 1940, sono stati isolati circa 500 volumi identificati, con motivazioni diverse, come rari, pubblicati tra il XVI ed il XVIII secolo.

Fondo Manoscritti : costituito da 480 pezzi, tra volumi e carte sciolte, che databili tra secolo XI ed il 1995.  Tra i più importanti ed antichi vi sono quelli della biblioteca Aniciana di padre Costantino Gaetano, quelli di Pietro de Rubeis e, naturalmente, i codici provenienti dalla biblioteca di Francesco Maria della Rovere, duca di Urbino.

Miscellanea antica Cerroti: raccolta di circa 10.000 opuscoli pubblicati tra XVI e XVIII secolo provenienti per lo più dal fondo Urbinate e riordinati nell’800 dal Prefetto della biblioteca  Francesco Cerroti. Composta da materiale eterogeneo comprende orazioni e versi in morte di vari personaggi composizioni per nozze, operette, preghiere, libretti per componimenti in versi musicati ed infine composizioni dialettali giocose particolarmente preziose per lo studio della letteratura minore.

Tutti i documenti esposti appartengono a collezioni della Biblioteca Universitaria Alessandrina.

 

FONDO URBINATE

La Libraria nuova di Francesco Maria II, ultimo duca di Urbino, è il nucleo fondante della Biblioteca Universitaria Alessandrina che proprio grazie a tale ricca collezione, poté configurarsi come biblioteca universitaria di prestigio, in grado di rappresentare il sapere dell’epoca nelle sue varie declinazioni disciplinari. La biblioteca urbinate era una delle raccolte più illustri del Rinascimento. Iniziata nella seconda metà del Quattrocento da Federico di Montefeltro, primo duca di Urbino, bibliofilo e committente di lussuosi manoscritti, la biblioteca ha continuato ad accrescersi per più di un secolo e mezzo fino all’epoca dell’ultimo duca, che profuse nella stessa fondi ed energie, costituendo a Urbania anche una seconda raccolta, composta soprattutto da libri a stampa, in grado di documentare i risultati più aggiornati della ricerca: la Libraria nuova di Urbania, famosa al tempo per completezza ed armonia. Alla morte di Francesco Maria gran parte del prezioso fondo fu trasferito alla biblioteca Alessandrina, ma in Urbania (già Casteldurante) rimasero 500 volumi a stampa, conservati nella sede originaria e attualmente ancora conservati nel fondo antico della Biblioteca Comunale.  

FONDO MANODORI

Il fondo, proveniente dall’Archivio Manodori di Reggio Emilia, è costituito da circa 100 manifesti relativi all’ambito cinematografico in peplum ossia riferito al cinema ambientato nell’età antica. La raccolta di manifesti ebbe inizio nei primi anni del secondo dopoguerra, quando il conte Marco Gerardo Manodori, dopo le sofferenze subite durante la seconda guerra mondiale, cui prese parte con onore, entrò alla Twentieth Century Fox, casa di produzione cinematografica statunitense, come ispettore amministrativo per l’Italia.  Il Fondo è stato donato dal figlio Alberto alla Biblioteca Alessandrina che lo ha catalogato e riprodotto in formato digitale.

 

 



Redattore: GIANCARLO CASSETTA

Informazioni Evento:


Data Inizio: 07 aprile 2016
Data Fine: 31 maggio 2016
Costo del biglietto: ingresso libero
Prenotazione: Obbligatoria; Telefono prenotazioni: 0644740252
Luogo: Roma, Biblioteca Universitaria Alessandrina
Orario: lunedì-venerdì 08:30 - 13:00 su prenotazione
Telefono: 06491209
Fax: 0644740222
E-mail: bu-ales@beniculturali.it mbac-bu-ales@mailcert.beniculturali.it
Sito web



Immagini (cliccare per ingrandire)
Manoscritto Ungaretti
Manoscritto Ungaretti


Dove:

 
Biblioteca Universitaria Alessandrina
Proprietà: Ente MiBAC
Indirizzo: Piazzale Aldo Moro, 5 00185 - Roma (RM)
Telefono: 06491209 Fax: 0644740222
E-mail: bu-ales@beniculturali.it;mbac-bu-ales@mailcert.beniculturali.it
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