Particolare stilizzato della cupola del Pantheon, Roma

Risposta scritta all'interrogazione n. 4-13143 del dep. Gianni Melilla. L’Aquila. Parco archeologico di Amiternum.

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Si riscontra l’atto di sindacato ispettivo sopra indicato, nel quale l’Onorevole interrogante chiede quali iniziative di competenza si intenda assumere per “salvare il ´parco archeologico di Amiternum´ de L’Aquila, minacciato, tra l’altro, dall’attraversamento di strade statali e provinciali, alcune già realizzate o in corso di realizzazione e altre in fase di progettazione. Nell’interrogazione sono richiamate la S.P. n° 30 di Cascina, progettata dalla Provincia di L’Aquila e la SS. 80 dir. in loc. Cermone di competenza dell’ANAS. Nel primo caso si tratta del collegamento veloce tra il Viale delle Fiamme Gialle presso la Scuola Allievi della Guardia di Finanza a Coppito e l’aeroporto di Preturo; nel secondo caso della variante alla SS. 80 in loc. Cermone, nei pressi dell’area archeologica del teatro romano di Amiternum. Si precisa che, diversamente da quanto riportato nell’atto ispettivo, la Soprintendenza competente ha avviato già dal 2010 le indagini archeologiche preventive alla realizzazione delle due strade e non da “oggi, a ridosso della gara d’appalto”. In tutti e due i casi i competenti uffici dell’Amministrazione hanno dettato prescrizioni in merito all’esecuzione dei progetti nelle fasi preliminari, soprattutto con riguardo alla effettuazione delle indagini preventive allora previste dagli artt. 95 e 96 del D. Lgs 163/2006. Relativamente alla S.P. di Cascina, i lavori di realizzazione della strada sono stati interrotti nel 2014, dopo il rinvenimento di strutture archeologiche pertinenti ad una villa di età romana a seguito delle indagini di archeologia preventiva prescritte dalla Soprintendenza e non si hanno notizie della eventuale prosecuzione degli interventi previsti nel progetto. Anche per la variante alla SS. 80 i lavori risultano fermi e non si conosce lo stato attuale della progettazione, dopo che sono state concluse nel 2011 le indagini archeologiche preventive disposte anche per questa opera. Allo stato attuale delle conoscenze degli uffici periferici di questa Amministrazione le opere relative ai progetti della Provincia e dell’ANAS risultano di fatto sospese. Riguardo la S.P di Cascina, il parere endoprocedimentale dell’allora Soprintendenza per i beni archeologici dell’Abruzzo, inviato alla Direzione regionale per la conferenza dei servizi convocata dalla Provincia dell’Aquila (prot. n. 10166 dell’11 novembre 2011), informava l’Amministrazione provinciale dell’Aquila del “notevole interesse archeologico delle aree interessate dal progetto”, prescrivendo l’avvio di una campagna di archeologia preventiva. Con successiva nota (prot. 7378 dell’11 settembre 2012), la Soprintendenza comunicava all’Amministrazione provinciale che le indagini archeologiche preliminari avevano delineato, sin dalle prime fasi, l’importanza delle preesistenze, tale da rendere necessarie ulteriori ricerche “con approfondimento ed estensione degli scavi in relazione alla futura sede stradale”; si informava, inoltre, che i risultati di tali indagini avrebbero costituito “elemento determinante per l’elaborazione del progetto definitivo/esecutivo […] che dovrà essere approvato da questo Ufficio”. Le indagini archeologiche. riprese il 20 ottobre 2014, hanno portato alla luce notevoli resti della villa romana precedentemente individuata; gli scavi, sospesi per la inoltrata stagione invernale, non sono stati ancora riavviati, né tantomeno conclusi. Non è stato ancora formulato, pertanto, un parere definitivo per quanto di competenza di questa Amministrazione. Il progetto dell’ANAS “di miglioramento delle condizioni di sicurezza mediante realizzazione di un nuovo svincolo con la SS 260 e la SS 80 in località Cermone e rettifica plano altimetrica”, rientrante nel Piano di emergenza della mobilità nel comune di L’Aquila, approvato preliminarmente, in sede di conferenza dei servizi del 10 e 15 settembre 2009, al tavolo diretto e coordinato dal Commissario delegato all’emergenza sismica, è stato sottoposto alla allora Soprintendenza archeologica per “ogni utile indicazione per il prosieguo delle attività progettuali e dello studio di compatibilità archeologica”. La Soprintendenza per i beni archeologici dell’Abruzzo (nota prot. n. 7065 del 3 settembre 2009) ha valutato la fattibilità dell’intervento solo in relazione al fatto che la nuova viabilità, a monte del teatro, avrebbe permesso la dismissione del tratto rettilineo della SS. 80 che divide le due aree archeologiche della città romana di Amiternum, non consentendone una visione né una visita unitaria. Vennero, pertanto, comunicate all’ANAS, alla Direzione regionale di questa Amministrazione e al Vice commissario per il patrimonio culturale – emergenza sismica (nota prot. n. 7123 del 4 novembre 2009) le prescrizioni relative alle indagini archeologiche preventive e venne richiesta una integrazione sostanziale degli elaborati progettuali per le valutazioni di competenza. Vennero avviate le indagini archeologiche preventive che diedero esito negativo su tutta l’area interessata dalla nuova sede stradale e furono chieste ulteriori brevi indagini di verifica (nota prot. n. 6376 del 3 settembre 2010). Anche in questo caso l’esito negativo dei saggi archeologici autorizzò la prosecuzione dell’iter progettuale, e la Soprintendenza si riservò di esprimere un parere definitivo dopo l’inserimento negli elaborati progettuali di quanto richiesto con nota prot. n. 7065 del 3/11/2009, relativamente al rendering virtuale della nuova strada inserita nel paesaggio, alla progettazione delle opere di dismissione dell’attuale tratto della SS 80 che divide le due aree archeologiche del teatro e dell’anfiteatro, all’inserimento nel quadro economico della copertura economica per l’assistenza archeologica a tutte le fasi di scavo legate alla realizzazione della strada. L’ANAS trasmise gli elaborati grafici relativi al progetto di dismissione del tratto della SS 80 che attualmente attraversa l’area archeologica della città di Amiternum e la Soprintendenza espresse il proprio parere endoprocedimentale di competenza dopo l’esame degli elaborati pervenuti e la verifica dei contenuti corrispondenti alle prescrizioni (nota prot. n. 6305 del 30 luglio 2012). Dal 2012 non si hanno informazioni circa lo stato della questione che, per quanto di competenza di questa Amministrazione, dovrà procedere con l’assistenza continua da parte di archeologi alle operazioni di alterazione dei livelli di campagna durante l’esecuzione del progetto. Questa Amministrazione, attraverso l’azione dei propri uffici periferici, è impegnata affinché il parco archeologico di Amiternum sia opportunamente valorizzato e potenziato, proseguendo negli interventi finora condotti nell’area da parte della ex Soprintendenza Archeologia e dalla ex Direzione regionale e, da marzo del 2015, proseguiti dalla Soprintendenza unica Archeologia, belle arti e paesaggio per la città dell’Aquila e i comuni del cratere. Le due aree archeologiche sono, infatti, state oggetto di due grandi interventi articolati e sistematici, finanziati attraverso ARCUS e l’otto per mille, che hanno reso possibile lo scavo di ampie aree - nelle quali sono stati riportati alla luce inediti contesti monumentali - il restauro di imponenti porzioni degli edifici di spettacolo e la valorizzazione del sito, mediante la sistemazione di spazi per la custodia e l’esposizione dei reperti provenienti dalla zona.


Redattore: ROBERTO AMICI




Documentazione:

Melilla 18 ottobre 2016
(documento in formato pdf, peso 172 Kb, data ultimo aggiornamento: 28 novembre 2016 )





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