Particolare stilizzato della cupola del Pantheon, Roma

Risposta scritta all'interrogazione n. 4-11987 della dep. Serena Pellegrino. Valorizzazione del Memoriale italiano dei deportati nei campi di sterminio nazisti.

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Nell’interrogazione n. 4-11987, con riferimento alla questione del Memoriale italiano dei deportati nei campi di sterminio nazisti del Museo di Auschwitz-Birkenau e definitivamente spostato dal Blocco 21, l’Onorevole interrogante chiede di conoscere quali iniziative si intende assumere per individuare un sito adeguato a valorizzare il significato storico e artistico del Memoriale nonché per assicurare la tutela dei luoghi storici della memoria. La vicenda del Memoriale italiano dei deportati nei campi di sterminio nazisti, esposto nel Blocco 21 del Museo di Auschwitz-Birkenau, è stata già oggetto di numerosi atti parlamentari di controllo ispettivo. Si richiamano, a riguardo, le comunicazioni del Governo rese nella risposta all’interrogazione 4-03864 del senatore Liuzzi, al question time nell'Aula della Camera, nella seduta dell'11 febbraio 2015, n. 375, e all'interrogazioni presentate alla Camera: la n. 4-07719, la cui risposta è stata pubblicata il 28 luglio 2015 (Sottosegretario per i beni e le attività culturali e il turismo Borletti Buitoni) e n. 4-07473, la cui risposta è stata pubblicata l'8 settembre 2015 (Sottosegretario per gli affari esteri e la cooperazione internazionale Della Vedova). In esse è esaurientemente delineata l’azione del Governo che ha, da sempre, ritenuto un dovere imprescindibile quello di garantire la conservazione della memoria della tragica pagina della storia italiana relativa alla persecuzione nazi-fascista e alle deportazioni nel campo di prigionia di Auschwitz. Il padiglione italiano denominato Blocco 21 - di proprietà del Museo di Auschwitz-Birkenau e formalmente affidato in uso all'ANED, che ne aveva definito e curato l'allestimento museale — fu inaugurato nel 1980. A seguito del mutato contesto storico avviatosi all’inizio degli anni ’90, la direzione del Museo di Auschwitz ha ritenuto, e più volte segnalato come, a suo giudizio, il Memoriale non fosse rispondente ai nuovi indirizzi emanati dalla stessa direzione, concernenti le linee da seguire nell’allestimento degli spazi nazionali del Museo stesso, a cui altri Paesi europei si sono da tempo conformati e per le quali le mostre debbono costituire un'integrazione della mostra generale, rappresentare le deportazioni da un determinato paese e il loro contesto, nonché avere un marcato carattere storico-narrativo e chiare finalità didattico-pedagogiche. Al fine di individuare possibili soluzioni volte a conciliare il valore artistico del Memoriale italiano con le suddette regole nel 2008, su incarico dell'ANED, l'Accademia di Belle Arti di Brera e l'Istituto bergamasco per la storia della resistenza e dell'età contemporanea elaborarono un progetto, denominato "Progetto Glossa", avente come obiettivo la conservazione integrale del Memoriale attraverso un'opera di restauro e integrazione ostensiva del memoriale in grado di rispondere alle esigenze didattico-pedagogiche-documentali contemporanee. Sottoposto all'esame del Ministero, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell'Unione delle comunità ebraiche italiane (UCEI) e dell'ANED, il progetto non venne realizzato sia per le perplessità del Presidente dell'ANED sia in quanto ritenuto, dalla direzione del Museo di Auschwitz-Birkenau, non rispondente alle regole. Il 30 dicembre 2010 la direzione del Museo comunicò la disdetta dello spazio del Blocco 21 e contestualmente richiese all'ANED lo smantellamento dell'installazione italiana entro la fine di giugno 2011, assicurando altresì al Governo italiano la massima disponibilità per un nuovo allestimento in linea con le linee guida del Museo. Il Memoriale non è in alcun modo modificabile nella sua originaria configurazione, concepita unitariamente dai suoi autori, e non poteva essere mantenuto nella sua collocazione, peraltro in uno stato di abbandono che rischiava di comprometterne gravemente l’integrità. Da parte della direzione del Museo di Auschwitz e dallo stesso Governo polacco sono giunti reiterati richiami per procedere senza ulteriori indugi al trasferimento del Memoriale - pena la sua rimozione da parte delle autorità museali - e al nuovo allestimento del Blocco 21 che, in assenza dell’adeguamento richiesto, non era più fruibile dai visitatori poiché chiuso su disposizione della direzione del Museo, con conseguente degrado dell’opera. In via di principio, la soluzione culturalmente più corretta sarebbe stata il restauro e la conservazione del Memoriale nella sede per la quale fu concepito – come anche auspicato dal Consiglio superiore di questo Ministero nella mozione approvata il 23 marzo 2012 - insieme ad una opportuna contestualizzazione storica e culturale, ma le autorità polacche si sono sempre fermamente opposte a ciò, giungendo da ultimo ad esigere una data per la rimozione del Memoriale dal Blocco 21. Negli anni si è svolta una complessa trattativa fra autorità polacche, Governo italiano e ANED, a conclusione della quale l'associazione, dando prova di moderazione e di realismo, si è piegata obtorto collo a questa richiesta, pur non condividendola, e si è detta disponibile a trasferire l'opera in Italia, così da lasciare spazio a un nuovo allestimento italiano nel Blocco 21 di Auschwitz. Pertanto l'ANED ha rivolto un appello al Governo, alle istituzioni e alle forze politiche e culturali, affinché concorressero a reperire le risorse e gli spazi necessari per una degna conclusione di una vicenda invero tormentata. L'ANED ha quindi chiesto al Governo di proporre, in tempi stretti, una soluzione concreta e praticabile e mettere a disposizione le risorse per realizzarla. A seguito di una lunga e complessa istruttoria, condotta dalla Presidenza del Consiglio, con la collaborazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, e grazie alla disponibilità manifestata dal comune di Firenze e dalla regione Toscana, nonché dall'ANED stessa, è stato sottoscritto, il 20 maggio 2015, un protocollo di intesa fra comune, regione, ANED e Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, ai sensi del quale, in sintesi, i sottoscrittori si sono impegnati, ciascuno negli ambiti di competenza propri, a restituire alla fruibilità ed alla memoria pubblica il Memoriale, nella pluralità dei suoi significati storici, artistici e di memoria civile. In particolare, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, grazie ai fondi messi a disposizione dalla Presidenza del Consiglio, si è impegnato a espletare le procedure per l'individuazione del soggetto cui saranno affidate le operazioni di documentazione, messa in sicurezza, smontaggio e trasporto del Memoriale dalla collocazione attuale nel museo di Auschwitz a Firenze; a coordinare le operazioni di cui sopra attraverso l'Istituto superiore per la conservazione ed il restauro (ISCR) e l'Opificio delle pietre dure di Firenze; ad avviare le procedure per la dichiarazione del Memoriale quale opera di interesse culturale, ai sensi della normativa vigente in materia di diritto d'autore. Il comune di Firenze si è obbligato a individuare e destinare uno spazio adeguato al temporaneo ricovero del Memoriale per il tempo strettamente necessario alle operazioni di trasformazione dell'intero immobile denominato EX3 e alla funzionalizzazione della porzione destinata ad accogliere l'opera, nonché a curare la progettazione esecutiva e la realizzazione delle opere di trasformazione dell'immobile denominato EX3, che dovranno essere condivise con i sottoscrittori del protocollo, al fine di consentire il riallestimento del Memoriale e ad assumere la direzione tecnica della realizzazione dei lavori. L'ANED si è impegnata a consentire le operazioni di smontaggio, trasporto, restauro e deposito temporaneo del Memoriale nello spazio individuato dal comune di Firenze e a stipulare un contratto di comodato d'uso gratuito con il comune di Firenze, proprietario dell'immobile che ospiterà il Memoriale, al fine di garantire l'esposizione, in via permanente, nell'area indicata e la sua fruizione pubblica. Il nuovo allestimento, ispirandosi alle esperienze museografiche internazionali più aggiornate, verrà corredato da un apparato storico-documentario che favorisca la più ampia fruibilità culturale, formativa e didattica e la comprensione storico-critica del Memoriale, nel suo aspetto originario e documentale di testimonianza artistica multidisciplinare della deportazione razziale e politica nell'universo concentrazionario, nel quadro del totalitarismo nazi-fascista in Italia e in Europa. La regione Toscana, in particolare, ha assunto l’impegno di riorientare le pluriennali politiche della memoria, aggregando intorno al Memoriale le seguenti attività: ricerca, formazione, diffusione di conoscenze su leggi razziali, deportazioni, sterminio; costruzione di memoria civile sui meccanismi che hanno determinato la degenerazione del sistema democratico nel fascismo e nel totalitarismo nazi-fascista, da porre in relazione con la conoscenza delle discriminazioni, violenze, esclusioni ancora perpetrate nel Novecento ed oggi a danno di popoli, categorie, settori e persone. Il comune di Firenze si è impegnato a garantire la fruizione pubblica del monumento nella sede individuata, secondo orari di apertura in linea con gli standard nazionali e con un adeguato servizio di sorveglianza. Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo si è obbligato a esercitare attivamente, in coordinamento con l'associazione proprietaria e gli enti sottoscrittori dell’intesa, le proprie funzioni, ai fini della migliore tutela e valorizzazione del Memoriale, in conformità ai princìpi del codice dei beni culturali e del paesaggio. Un comitato tecnico-scientifico presidierà all'elaborazione del progetto scientifico-culturale della ricontestualizzazione del Memoriale. Il comitato sarà composto dai rappresentanti del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, della regione Toscana, del comune di Firenze, dell'ANED e da studiosi e personalità della cultura congiuntamente individuati. Il 1° ottobre 2015 la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e l'Istituto superiore per la conservazione e il restauro (ISCR) hanno sottoscritto una convenzione recante modalità e termini per il trasferimento in Italia del Memoriale e per il suo riallestimento nella sede di Firenze, al fine di restituirlo alla fruibilità e alla memoria pubblica. Per le operazioni di documentazione, messa in sicurezza, smontaggio, imballaggio, carico, trasporto e riallestimento a Firenze del Memoriale è stata destinata la somma di euro 156.960,00, quota parte dello stanziamento, pari a euro 900.000,00, autorizzato una tantum dall'art. 50, comma 7-bis, del decreto-legge n. 248 del 2007 (convertito con modificazioni dalla legge n. 31 del 2008) e assegnato al capitolo 232 del bilancio della Presidenza del Consiglio dei ministri, "Somme da destinare al restauro del Blocco n. 21 del campo di Auschwitz". Le operazioni di smontaggio dell'allestimento, compiute da una ditta specializzata, sotto la sorveglianza di personale dell’ISCR di Roma e dell’Opificio delle pietre dure di Firenze, sono iniziate il 7 dicembre 2015 e si sono concluse nei tempi previsti dal crono-programma. Lo smontaggio ha evidenziato l'eccezionalità dimensionale -oltre che simbolica- dell'opera: una volta distese le ventuno tele dipinte dall'artista Pupino Samonà (esponente di primo piano della pittura del secondo Novecento in Italia e allievo di Giacomo Balla) presentano un lato lungo di circa 12,00 metri e un ingombro del lato breve di circa 2,60 metri, per un'estensione totale dell'opera che si aggira intorno ai 580 metri quadrati. Lo svolgimento delle operazioni di smontaggio ha consentito ai tecnici del Ministero di effettuare una attenta e accurata ricognizione dell’opera, a seguito della quale si è potuto constatare che, in generale, lo stato di conservazione delle parti in vista della pittura è piuttosto soddisfacente; viceversa tutte le zone di sacrificio sono generalmente molto abrase lungo le piegature e presentano micro cadute diffuse della pellicola pittorica e gore di umidità, da mettere in relazione al lavaggio delle passerelle lignee centrali per le pulizie periodiche. All’alba del 1° febbraio 2016 il Memoriale è giunto a Firenze, nello spazio EX3 nel quartiere Gavinana. Nel pomeriggio, la conclusione di questa prima fase dell’operazione di recupero e valorizzazione del Memoriale è stata presentata pubblicamente alla presenza del presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, del sindaco di Firenze, Dario Nardella e del sottosegretario del Ministero, on. Ilaria Borletti Buitoni. Tutto il materiale risulta, al momento, depositato in sicurezza negli spazi ad esso destinati all’interno del padiglione EX3. La regione Toscana ha già avviato la procedura di costituzione del Comitato tecnico-scientifico – già previsto dal protocollo di intesa del 20 maggio 2015 – che avrà il compito di elaborare il progetto culturale legato alla ricollocazione del memoriale e di impostare i lavori di rifunzionalizzazione del padiglione EX3. Questo Ministero ha designato il dirigente generale, arch. Carla Di Francesco e il Direttore dell’Opificio delle Pietre Dure. La citata convenzione del 1° ottobre 2015 prevede che, fatti salvi impedimenti non prevedibili, il Memoriale sia riallestito entro il prossimo mese di settembre. Circa le misure “per promuovere le visite al memoriale”, questo Ministero opererà, nell’ambito delle sue competenze, in linea con gli impegni assunti nel protocollo del 20 maggio 2015, e in accordo con gli altri sottoscrittori. Con riguardo al nuovo allestimento del Blocco 21 nel museo di Auschwitz, con decreto del 5 marzo 2015 (successivamente integrato da altro decreto del 13 ottobre 2015), il Presidente del Consiglio dei ministri ha istituito la "Commissione per il restauro del Blocco 21 del Museo di Auschwitz-Birkenau e per il nuovo allestimento del percorso espositivo italiano", con il compito di proporre al Presidente del Consiglio dei ministri un progetto completo e organico per il restauro del Blocco 21 del Museo di Auschwitz-Birkenau e per il nuovo allestimento del percorso espositivo italiano. La Commissione è presieduta dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Segretario del Consiglio dei ministri ed è composta da due rappresentanti per ciascuno, in rappresentanza della Presidenza del Consiglio dei ministri, dei Ministeri degli affari esteri e della cooperazione internazionale, dell’istruzione, dell’università e della ricerca, dei beni e delle attività culturali e del turismo, dell’ANED, della Fondazione Memoria della deportazione, dell’Unione delle comunità ebraiche italiane (UCEI) e della Fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea (CDEC). Il MIBACT ha designato l’arch. Gisella Capponi, Direttore dell’Istituto Superiore per la conservazione e il restauro, e il dott. Marco Ciatti, Direttore dell’Opificio delle Pietre dure. Con il citato decreto del 13 ottobre 2015 si è provveduto anche alla nomina dei componenti della Commissione che rimarrà in carica un anno, decorrente dalla data di entrata in vigore del decreto di nomina. La Commissione si è insediata in data 16 marzo scorso e ha eletto, nel suo ambito, il Comitato tecnico scientifico, che si caratterizza per una composizione paritetica ed è composto da sei membri, di cui tre dell'Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti e della Fondazione Memoria della deportazione e tre dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea. Il Comitato sta procedendo speditamente nell’elaborazione del progetto per l’esposizione italiana ad Auschwitz, a partire dalla definizione dei suoi contenuti fino all'allestimento del nuovo percorso. La Direzione del Museo di Auschwitz-Birkenau è stata informata della costituzione e dell’avvio delle attività della Commissione e del Comitato. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ha informato che, anche attraverso l'Ambasciata a Varsavia, continua a seguire attentamente la vicenda, fornendo assistenza e sostegno alla Commissione e all'ANED nei contatti con le Autorità polacche e con la Direzione del Museo, in vista delle definizione del nuovo progetto e della sua realizzazione. Lo stesso Ministero ha, infine, segnalato che per conservare l'intero complesso museale e lasciare alle future generazioni il simbolo del genocidio compiuto nel secolo scorso, la Fondazione Auschwitz-Birkenau ha previsto la costituzione di un Fondo perpetuo, che dovrebbe raggiungere i 120 milioni di euro. Gli interessi derivanti, pari a una cifra tra i 4 e i 5 milioni di euro annui, andrebbero a coprire i costi della conservazione, lasciando invariato l'ammontare del Fondo. Nel febbraio del 2009 il Governo polacco ha chiesto un contributo finanziario per la copertura dei costi di conservazione del sito di Auschwitz-Birkenau, cui hanno già aderito numerosi Stati, oltre a enti e organizzazioni internazionali. Il Governo italiano, ai sensi della legge 23 dicembre 2014, n. 190, Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2015), ha disposto un versamento di un milione di euro a titolo di contributo volontario. L'Italia, partecipando al Fondo perpetuo, è dunque ammessa a intervenire alle riunioni del Comitato Internazionale della Fondazione Auschwitz- Birkenau.


Redattore: ROBERTO AMICI




Documentazione:

Pellegrino 2 agosto 2016
(documento in formato pdf, peso 129 Kb, data ultimo aggiornamento: 05 settembre 2016 )





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