Particolare stilizzato della cupola del Pantheon, Roma

Risposta scritta all'interrogazione n. 4-05638 del deputato Massimiliano Bernini. Conservazione degli affreschi della Tomba François di Vulci.

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Si riscontra l’atto di sindacato ispettivo, indicato in oggetto, nel quale l’Onorevole interrogante, facendo seguito alla risposta avuta alla precedente interrogazione 4-00928, riguardante sempre la conservazione degli affreschi della Tomba François di Vulci, chiede alcune integrazioni e ulteriori precisazioni. L’Istituto superiore per la conservazione ed il restauro (di seguito ISCR) ha precisato che, al sopralluogo del maggio 2013, “mirato alla definizione di azioni preliminari allo spostamento degli affreschi presso il casale di Monte Giulio a Fiumicino”, ne è seguito un secondo nel settembre dello stesso anno, presso il casale di Fiumicino “per valutare la fattibilità della sua trasformazione in sede espositiva”. I sopralluoghi, effettuati da funzionari dell’ISCR, insieme a funzionari della Soprintendenza speciale per il Colosseo, il Museo nazionale romano e l’area archeologica di Roma, competente per territorio e materia, sono avvenuti nell’ambito della continua attività di consulenza scientifica che l’Istituto presta alla Soprintendenza speciale, così come agli altri istituti del Ministero preposti alla tutela, con riguardo alla conservazione del patrimonio culturale in generale e, nel caso specifico, con riguardo ai dipinti murali della Tomba François, di proprietà dei Torlonia e soggetti alle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali. In merito ai costi sostenuti per tali attività, l’ISCR ha precisato che, in ottemperanza allo statuto dell’Istituto stesso, organo di consulenza tecnico-scientifica del Ministero, tali attività rientrano fra le attività istituzionali dei funzionari dell’Istituto, in quanto si tratta, nello specifico, di “consulenze tecniche”, fornite a supporto degli uffici preposti alla tutela, riguardanti manufatti di proprietà privata, sottoposti a vincolo, quali sono i dipinti murali della Tomba François. Tutte le consulenze tecnico-scientifiche prestate dai funzionari dell’Istituto, relativamente a beni sotto la tutela dello Stato, non sono soggette a rimborso di costi. Nel caso specifico, inoltre, non sono stati sostenuti costi aggiuntivi a carico dell’Amministrazione. La Soprintendenza speciale per il Colosseo, il Museo nazionale romano e l’area archeologica di Roma ha confermato il proprio “parere positivo alla permanenza degli affreschi provenienti dalla tomba Francois all’interno dei locali di proprietà della famiglia Torlonia, dove sono risultati sistemati adeguatamente e in buono stato di conservazione.” Nel sopralluogo effettuato dall’Istituto superiore per la conservazione e il restauro, infatti, si è potuto constatare che “i manufatti sono opportunamente protetti, collocati su strutture predisposte ad hoc e che il controllo del microclima avviene mediante l’uso di un termoigrografo, i cui dati vengono raccolti da un restauratore di fiducia dei due Istituti coinvolti, pronto a intervenire se necessario”. E’ sicuramente condivisibile che gli affreschi della Tomba François possano essere fruibili dal pubblico, in condizioni che ne consentano comunque la conservazione. In questo senso, è stato accolto, nella seduta della Camera dei deputati n. 508 del 22 ottobre 2015, l’ordine del giorno 9/03315-A/044, proposto dall’Interrogante, col quale si impegna il Governo “ad intraprendere ogni utili azione affinché l’inestimabile opera d’arte sia non soltanto resa pienamente fruibile da parte di tutti i cittadini ma sia conservata in modo adeguato e opportunamente valorizzata”, L’Amministrazione, che ha stipulato, in data 15 marzo 2016, un accordo con la Fondazione Torlonia di reciproca collaborazione per la piena valorizzazione della collezione di marmi antichi della Fondazione, auspica di poter, in futuro, giungere a ulteriori accordi in modo da consentire una fruizione pubblica di altre importanti opere, tra cui gli affreschi della Tomba François e i circa duecento vasi provenienti da Vulci che, essendo attualmente oggetto di proprietà indivisa tra gli eredi del principe Giovanni Torlonia e di contenzioso, non hanno potuto essere compresi nell’accordo citato.


Redattore: ROBERTO AMICI




Documentazione:

Bernini 11 novembre 2016
(documento in formato pdf, peso 101 Kb, data ultimo aggiornamento: 30 marzo 2017 )





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