Particolare stilizzato della cupola del Pantheon, Roma

Roma. Complesso Augusteo sul Palatino

PalatinoCasaAugusto
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CASA DI AUGUSTO

 Ottaviano Augusto erigendo nell'anno 36 a.C. la sua residenza sul Palatino trasformò la collina da quartiere residenziale abitativo a luogo riservato alla sede ufficiale dell'autorità imperiale; da allora tutti gli imperatori manterranno la sede sul colle che finirà con l'identificarsi con la residenza imperiale stessa.
La domus del fondatore dell'Impero venne eretta nel sito più sacro del Palatino,      il settore sud-occidentale, legato alla leggenda delle origini romulee della    città. Essa era strettamente legata strutturalmente col Tempio  di Apollo Aziaco (celebratissimo dalle fonti antiche e inaugurato nel 28 a.C.) che Augusto costruì per onorare la divinità che lo aveva protetto nella battaglia di Azio del 31 a.C.   contro Antonio e Cleopatra.
Il complesso delle costruzioni, che in un nesso organico incentrato sull' edificio templare apollineo circondato dal celebre Portico delle Danaidi è costituito dalla Casa dell'imperatore, da biblioteche, sale di riunione e peristili, si estende per circa 12.000 mq. nell'area compresa tra le Scalae Caci e le Biblioteche di Domiziano. L'intero complesso venne scoperto e identificato negli anni Sessanta grazie alle sistematiche campagne di scavo che G. Carettoni eseguì in detta area.
La Casa, infatti, oltre alla raffinata decorazione pittorica parietale della "stanza delle maschere" e di quella "dei pini" nell'ala privata, esibisce un gioiello del gusto decorativo proto-augusteo nel cubicolo superiore situato nel lato orientale del peristilio antistante la Casa, nel quale si è ravvisato "lo studiolo" dell'imperatore, quel particolarissimo locale dove, secondo quanto riferisce Svetonio, Augusto era solito ritirarsi in isolato raccoglimento.

 

CASA DI LIVIA

 Tra la Casa di Augusto e la Domus Tiberiana è la ricca domus privata di età repubblicana nella quale Filippo Coarelli riconosce l'appartamento riservato alla sposa di Augusto nell'adiacente residenza di questi.
La casa consta di un atrio quadrangolare su cui si aprono quattro locali, tutti ornati di fini pitture e mosaici (tre sul fondo, convenzionalmente chiamati tablinum, ala destra e ala sinistra, e uno sulla destra, il triclinium), tre cubicoli destinati all'abitazione privata, situati insieme con altrettanti locali di servizio al piano superiore, e di un cortile posteriore.
L'intero sistema decorativo pittorico esibisce gli elementi caratteristici della fase evoluta del c.d. II stile pompeiano e viene collocato intorno al 30 a.C.
La "Casa di Livia" venne scoperta nel 1869 da Pietro Rosa durante gli scavi che questi eseguì nell'area  degli Horti Farnesiani per conto di Napoleone III, nuovo proprietario dei possedimenti di Casa Farnese sul Palatino.

 

STATO DI CONSERVAZIONE

Le prime opere di sistemazione e consolidamento delle strutture del complesso augusteo, e in particolare di quelle di pertinenza della Casa di Augusto, risalgono agli anni Sessanta del '900 quando si avviarono le vaste esplorazioni nell'area compresa tra le Scalae Caci e le Biblioteche di Domiziano.
Limitati fino ad oggi sono stati gli interventi tesi al consolidamento e restauro delle murature, con conseguente graduale e diffuso degrado di esse.
Le strutture murarie pertinenti al grande basamento del Tempio di Apollo come quelle dell'intero piano della Casa "superiore" di Augusto, consistenti in nuclei cementizi e muri in blocchi tufacei, versano in grave stato  di disgregazione.
Degrado di superficie e problematiche di ordine statico interessano anche il settore meridionale della Casa "inferiore" di Augusto, ivi compresi il lungo muro che la delimita a sud e la galleria di collegamento tra il peristilio antistante la Casa e il "cortile delle biblioteche" i cui tratti superstiti di copertura sono impropriamente sostenuti da elementi lignei ormai fatiscenti.
I pregressi interventi di restauro e di distacco delle pitture della Casa di Livia hanno determinato microsollevamenti della pellicola pittorica con rischio di perdita della materia.
L'intero ciclo pittorico della Casa, pertanto, che si estende per ca. 365 mq, si trova in stato di grave precarietà.
Ugualmente, un degrado diffuso interessa le superfici affrescate e le decorazioni musive della Casa repubblicana, la più significativa delle domus inglobate da Augusto.

 

PROGRAMMA DI INTERVENTO

I lavori, diretti alla conservazione e salvaguardia di tutte le strutture antiche ivi presenti, consistono essenzialmente in opere di consolidamento di nuclei murari disgregati e degli elementi tufacei e interventi di restauro e consolidamento di superfici affrescate e musive.
In particolare nel settore meridionale della Casa di Augusto, dove ricadono  organismi architettonici monumentali, necessitano provvedimenti ad evitare possibili cedimenti e rischi statici. Si prevedono pertanto opere propedeutiche agli interventi di restauro strutturale, quali indagini geognostiche per la definizione della situazione fondale delle strutture e attività di scavo (per consentire di operare in sicurezza ed evitare smottamenti) da svolgersi secondo le modalità dello scavo stratigrafico.
Alla risoluzione delle problematiche di ordine conservativo che investono le decorazioni pittoriche della Casa inferiore di Augusto si provvederà mediante la sostituzione delle attuali strutture di protezione delle stesse con elementi idonei e rispondenti alle esigenze di conservazione delle superfici affrescate.

 

STATO DEI LAVORI

Sul complesso sono attualmente in corso i restauri delle pitture della Casa di Livia e si stanno avviando i consolidamenti delle superfici dipinte e musive della Casa repubblicana e di alcune strutture in tufo lungo le Scalae Caci.
Si sono concluse le opere di restauro del podio del Tempio di Apollo, laddove si eseguono quelle di sistemazione dell'esteso piano superiore della Casa di Augusto del quale sussistono resti a livello pavimentale e fondale.

 

FINALITÀ DEL PROGETTO DI RESTAURO

Tutte le scelte operative e gli interventi che si porteranno a compimento col programma di opere previsto, ivi comprese quelle relative alla copertura della Casa "inferiore", sono alla base del progetto di valorizzazione e fruibilità dell'intero complesso augusteo e pertanto tutte funzionali alla sicurezza e agibilità del sito.
L'obiettivo che è intendimento conseguire entro la fine dell'anno in corso è quello di rendere fruibile il settore più rappresentativo del complesso, la maggior parte del quale, se si esclude il settore della Casa "inferiore" colle note stanze "delle maschere" e "dei festoni di pino", è precluso alla frequentazione fino dal tempo della sua scoperta.
Saranno pertanto aperti al pubblico godimento, grazie all'allestimento di un percorso all'interno del peristilio antistante la Casa, i locali che si aprono sul lato orientale di questo: lo"studiolo di Augusto", il cubicolo inferiore, l'oecus e il "locale della rampa".
Col completamento di tutte le opere previste sarà possibile rendere accessibile alla visita l'intero complesso abitativo entro la primavera del 2008.

 

FINANZIAMENTI

1. Fondi del Bilancio della Soprintendenza Archeologica di Roma, annualità 2006, stanziati € 470.000,00.
2. Fondi assegnati dal Ministero, programmazione ordinaria annualità 2006, € 600.000,00.
3. Fondi del Bilancio della Soprintendenza Archeologica di Roma, annualità 2006, € 800.000,00.
4. Fondi del Bilancio della Soprintendenza Archeologica di Roma, annualità 2004, € 250.000,00.
5. Fondi del Bilancio della Soprintendenza Archeologica di Roma, annualità 2007, € 35.000,00.
6. Fondi di Roma Capitale, annualità 2005-2006, € 800.000,00.






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